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Chiude Splinder: addio alla storica piattaforma di blogging

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Chiude oggi Splinder, la piattaforma di blogging che per anni ha dato "casa" a tantissimi amanti della scrittura online.


Era come una seconda casa. Affrettarsi ad accendere il computer, fare un veloce login e collegarsi in quel mondo virtuale che si apriva voluttuoso, con le sue centinaia di anime online, era una collaudata consuetudine quotidiana. Sono stata una blogger per parecchi anni. Mi sono avvicinata timidamente a questo mondo, di cui sentivo parlare sempre più spesso, e altrettanto incerta ho mosso i primi passi nei meadri della virtualità raccontata. Il mondo dei blog era un universo parallelo alla realtà comune, un'agorà infinita di pareri, personalità e professionalità differenti che si fondevano, dibattevano e creavano insieme qualcosa di nuovo. Una vera e propria rivoluzione del mondo dell'informazione, del marketing, della comunicazione: il 2.0 parte anche da lì. Star e starlette del web prendono sempre più potere, divenendo opinion leader di questa società tanto fittizia quanto autentica, e la massa di scrittori-lettori si diverte, aumentando di giorno in giorno il suo interesse per le altre persone.

Certo, Splinder non sarà stato il primo esempio di piattaforma blogging, ma indubbiamente può essere annoverato tra i pionieri italiani. Nato nel 2001 dalla società Tipic Inc e acquisito nel 2006 dal gruppo Dada, Splinder ha da sempre messo a disposizione uno spazio per aprire il proprio "diario virtuale", puntando in particolare sulla creazione di una community che vi ruotasse intorno, rendendolo quindi il luogo privilegiato per aprirsi uno spazio sul web e avere immediatamente riscontro da un discreto pubblico. 

Splinder nacque da un'idea di Marco Palombi, blogger che nel 2001 rifletteva sulla solitudine che provocavano i siti web nel navigatoe solitario in quanto unilaterali, con alcuna possibilità di interazione. La prima soluzione, quindi, fu anche il punto di forza - oltre che distintivo - dei weblog, ovvero i commenti, che permettevano finalmente ad un lettore di poter rivelare la sua presenza e la sua opinione, e al proprietario del diario di verificare un riscontro da parte di un pubblico, capendone gusti e opinioni. Uno strumento, quindi, di indubbia potenza ed efficacia. La rete, in quel momento, non era più solitaria.

La concorrenza spietata di altre piattaforme, tra cui Wordpress e Blogger, ha portato Splinder a una fase decrescente, dovuta indubbiamente anche ad una perdita di interesse progressiva nei confronti dei weblog, declinati a favore dei più immediati social network come Facebook. A novembre, quindi, è stata annunciata la sua chiusura, prevista per oggi.  

Diciamo quindi addio ad un pezzo di storia del web, ma anche ad una consistente fetta di vita di moltissime persone che si sono affidate alle sue pagine per raccontare il mondo visto dai loro occhi, celati dietro un nickname o a volto scoperto. Rimane da chiedersi se l'epoca dei blog sia veramente volta al termine o se l'epilogo di Splinder porterà ad una nuova voglia di riavvicinarsi alla scrittura su web, ormai trascurata da tempo. 

Intanto non rimane che fare l'ultimo login, sfogliare qualche pagina, rileggere qualche commento, per poi salutare definitivamente, per l'ultima volta, il nostro amato blog.

Serena Savelli

 




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