
Ora vi dico una cosa, però mi raccomando, non ditela a nessuno. Non spargete la voce, un piccolo segreto tra noi, quasi una rivendicazione clandestina di libertà , che se teniamo sotto voce forse passerà ancora qualche mese, prima che ci oscureranno.
Il sito è http://peekvid.com/, vi troverete la più grande raccolta gratuita di film in lingua originale, le stagioni complete di ogni serie televisiva ed ogni puntata dei vostri cartoni preferiti, da topolino ai Simpsons. Ora, registrate questo sito tra i preferiti e poi dimenticatelo, per favore. Se vi capita di parlarne, guardatevi attorno e abbassate la voce. È un segreto…Questo mese parliamo di universi paralleli, realtà virtuali create nel tentativo di riprodurre l’attività più difficile dell’uomo: vivere. Forse perché la vita ordinaria è così bella che qualche americano dissociato ha pensato fosse possibile costruirne una nuova, una seconda vita dove io non sono più io, o meglio, sono sempre io, ma autopartorito, sono il mio clone privo di difetti. Second Life (www.secondlife.com) è la più famosa e frequentata comunità virtuale della rete. Ogni cosa in Second Life è frutto dell’ingegno della popolazione partecipante. I “residenti” del nuovo mondo hanno la possibilità di costruire la propria casa o negozio, esporre le proprie opere in moderni musei, proporre un design, corsi di ballo, giocare in sfarzosi casinò o godersi le luci soffuse di famosi club privé. Ma anche mangiare sushi o una serata in pizzeria, sdraiarsi al sole dei Caraibi o un giro di shopping per le cyber-vie dei Parioli di Roma. Cose strane. L’egocentrismo del genere umano non sembra avere limiti. Come divinità autoreferenti una volta entrati in Second Life creiamo il nostro avatar, un alter-ego virtuale che vivrà la nostra vita dove il destino è controllato da click del mouse e combinazioni di tasti. Nuova materia per psicologi e psichiatri, Second Life è il calderone in cui bolle il disagio del genere umano. Vi si nascondono le insicurezze di coloro cui spaventa la prima vita reale e proiettano in un personaggio virtuale le proprie voglie e desideri. Il proprio io teorico è possibile costruirlo come meglio si crede, una facile selezione genetica per creare un mondo utopico popolato in maggioranza da veline e calciatori che, se non trovano niente di cui parlare nella vita reale, divengono fini filosofi di estetica e portamento nella vita in seconda. Sconcertante e interessante è il flusso di denaro presente in Second Life. Partecipare al gioco è gratuito e con pochi click si crea velocemente il proprio personaggio da inviare alla scoperta. Ma questo per molti non è abbastanza reale. Gli strateghi del marketing sono persone che vivono nel futuro, la loro è una Third Life in cui captano anche i più delicati segnali che il mondo sta cambiando, di fatto il loro compito è prevedere ed anticipare queste rivoluzioni. Allora qualcuno ha cominciato a trasformare la moneta virtuale di un gioco in denaro sonante, hanno aperto agenzie di pixel immobiliare, qualche casinò, e soprattutto è iniziata la gara per aggiudicarsi la propria vetrina per darsi visibilità nel mondo che non c’è. Secon Life è tutto questo ma fortunatamente è anche molto altro. In America alcuni professori universitari hanno fiutato il potenziale ed ora tengono cyber-lezioni ad un pubblico di decine di migliaia di studenti. Qualcuno ha proposto di utilizzare un avatar personale per risolvere le code e le attese proprie della burocrazia. In posta allora manderete il vostro figlioccio virtuale ad inviare una raccomandata e pagare qualche multa, poi al supermercato e, perché no, anche a cena dalla suocera.
Marco Manieri

















