QUANDO IL PORNO BRUCIA L’ANIMA

Internet ha creato un mondo, nuovi spazi che scorrono paralleli alla vita reale. Internet è un potentissimo strumento che, ben utilizzato, contribuisce in maniera fondamentale allo sviluppo di potenzialità per le aziende e di conoscenza per gli uomini. Come ogni cosa è importante capire che mai è tutto oro ciò che luccica. Se la rete come oggi la conosciamo nasce da un positivo esperimento spionistico-militare, si dice che mai saremmo arrivati ad un tale e rapido sviluppo se non fosse per il grande mercato pornografico prodotto e commercializzato attraverso internet
Una rivelazione statistica della MSNBC Survey (www.msnbc.msn.com) rende noto che, solo nell’anno 2000, addirittura il 60% delle pagine visitate in tutto il mondo sono di natura esplicitamente sessuale. Ciò potrebbe stupire una mente ingenua ma di certo non passa inosservato agli occhi di operatori ed esperti di web marketing che sempre più trovano nuovi mezzi e nuove strade per proporci brevi eccitazioni virtuali. Non stupisce più ormai vedere corpi di donne nude o coppie in posizioni ambigue nei contesti più disparati. La pubblicità ormai vive di questo, la televisione ancor di più. Ma ci sono persone che di questo continuo stimolo sessuale ne soffrono e non riescono a farne a meno, cadendo intrappolati in una sorta di estasi cibernetica. Mi spiego. La società si evolve e con essa le persone sperimentano nuovi disagi e nuove patologie. Nell’ultimo decennio è letteralmente esploso un grave disturbo dell’animo riconosciuto nella “Porno-dipendenza” causata soprattutto da internet. Con internet è cambiato il modo di accesso al proibito, eliminando definitivamente il piccolo residuo di contatto umano che portava una persona, ad esempio, a comprare pornografia. La pornodipendenza è un vero e proprio disturbo causato dall’accesso ad un potenzialmente infinito e variegato di materiale pornografico che provoca nel dipendente una compulsiva e maniacale ricerca di video e foto pornografici, fino ad arrivare all’alienazione sociale. In letteratura non esistono riferimenti alla particolare forma di dipendenza sperimentata dai soggetti, ne esistono ricerche ne studi statistici sul fenomeno, ma conosciamo la forza dell’esperienza di alcune persone che hanno avuto il coraggio di raccontarsi e mettersi in gioco. Il ritratto del pornodipendente è quello di una persona normalmente intelligente, integrato nella società con rapporti stabili e molto spesso non avverte questo disagio finché la situazione non lo porta ad estremi livelli di sopportazione. Essere pornodipendente comporta, oltre la ricerca spasmodica di materiale, anche 10 ore consecutive, ad una continua stimolazione dell’organo genitale fino ad un eiaculazione programmata che libera il soggetto dalla stregoneria del porno ed improvvisamente rifiuta tutto ciò che fin quel momento gli provocava piacere agendo un’immediata opera di cancellazione delle tracce. La pornodipendenza è subdola, si insinua in un piccolo spazio dei nostri pensieri e come un virus si espande fin quando non ottiene l’esclusiva nel nostro flusso di pensieri. Purtroppo non esiste prevenzione ne è facile per un soggetto a rischio riconoscere di essere caduti nel vortice della dipendenza. E non ci si rende conto che pian piano essa brucia l’anima. Se la rete vi ha trascinato giù in questa oscurità fortunatamente mette a disposizione anche validi strumenti per affrontarla e fa un po’ di luce. Da alcuni anni si è creato l’equivalente online di un gruppo di auto-aiuto (it.groups.yahoo.com/group/noallapornodipendenza) grazie al quale è possibile confrontarsi leggendo diversi punti di vista della stessa storia (2190 inscritti) e raccontare la nostra in forma completamente anonima. Per ogni altro tipo d’informazione, notizie sulla nascita e gli incontri del gruppo ringraziamo Vincenzo Punzi ed il suo sito www.noallapornodipendenza.it. Marco Manieri