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Klaxon @ Init

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foto-scelta-b.s.c.bassaAll’Init, ieri sera, il palco si è incendiato. I Klaxon hanno creato uno show potente e coinvolgente, che ha fatto esplodere l’entusiasmo e l’eccitazione della folla. Stiamo parlando di una storica band romana, esistente addirittura dal 1979, che produce esclusivamente roba buona: ottimo punk ’70 con efficacissime commistioni Ska e Oi!, mescolato a testi maturi, consapevoli, ma incredibilmente taglienti, quasi feroci.

Si appellano alla sacra (e ormai rara) libertà Andrea Morelli (voce e basso), Lorenzo Tovoli (voce e chitarra), Fabrizio Ferraro (batteria) e Roberto Moschetti (chitarra) nel loro nuovo lavoro “Brutti, sporchi e cattivi” che è stato presentato proprio ieri sera, a più di sei anni dall’uscita dell’ultimo Lp. Un ritorno tirato, veloce e aggressivo di uno stile punk-rock che ha segnato e definito la loro lunghissima storia, rendendoli una delle pietre miliari dell’underground italiano. “Brutti, sporchi e cattivi” è pubblicato dall'etichetta indipendente romana Raged Records. Due realtà capitoline che dopo essersi varie volte sfiorate incrociano adesso i propri intenti per presentare al pubblico un disco punk compatto, maturo, denso di messaggi e parole che prendono di petto i meccanismi e le sofferenze della politica e della società contemporanea.
Questi quattro ragazzi spendono parole contro il potere nelle mani di pochi, contro chi schiaccia il mondo nella povertà, nella crisi e nell’intolleranza. E tornano a infiammare gli animi grazie a “100 Celle City Rockers”, inconfondibile tributo ai Clash e alla loro “Clash City Rockers”. Proprio al loro scomparso frontman, Joe Strummer, viene dedicata “Lettera a Joe”, seguita da due cover. La folla impazzisce con “Tutto loro quello che luccica”, “Fuori legge”, “Canzone della libertà” e a fine live chiede un bis e poi un altro ancora, e il formidabile concerto si conclude con un’acclamatissima “Come voi”.
Termina il concerto e la gente ne vorrebbe ancora. L’impressione e di trovarsi di fronte a delle veri e propri “animali da palcoscenico” che improvvisano coreografie, passano il microfono alla folla che canta a squarciagola, fanno l’occhiolino e si divertono tra di loro e con il pubblico. E se esistono ancora band che dopo così tanti anni appaiono visibilmente entusiaste di quello che fanno, ben venga.

I nostri occhi, ma soprattutto le nostre orecchie ne hanno goduto appieno… fino all’ultima nota!

Se volete saperne di più potete visitare il loro myspace (www.myspace.com/klaxon100celle) oppure www.klaxon.go.itwww.ragedrecords.com .

Serena Savelli




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