Dal piano di Pietra Papa a viale Marconi. Un libro per conoscerne la storia e le curiosità Non tutti sanno che il quartiere Marconi, sebbene l'apparenza inganni e sebbene sia un quartiere fuori le mura di Roma, quindi considerato in periferia, ha una grande storia di cui Andrea Di Mario si è occupato attraverso la ricerca di mappe, foto e testimonianze.
Sviluppatosi tra gli anni ’50 e ’60 del novecento, il quartiere, conta oltre 37mila residenti ed è il più popoloso del Municipio XV. Oggi si caratterizza per una forte vocazione commerciale, per la costruzione di edifici a carattere intensivo, per un’alta densità di traffico, grazie anche alla presenza di due ponti che offrono collegamenti importanti con i quartieri limitrofi. È difficile quindi pensare ad altro. Ma qual è la storia di questo quartiere? Quale trasformazioni ha subito questo territorio nel corso dei secoli?
“In qualsiasi luogo in cui mi trovi, camminando e guardandomi attorno, la prima cosa che mi viene in mente è capire cosa c’era in passato. Perché esiste una strada, perché è stato fatto un ponte. Cosa c’era al posto di quel negozio di abbigliamento o al posto di quella via dove tutti passeggiano freneticamente”. A queste domande Andrea Di Mario trova risposte nel suo libro, avvalorando le sue ricerche con valide documentazioni e preziose mappe, ricostruendo lo sviluppo del quartiere Marconi dall’antichità ad oggi. Egli afferma che “il volume non possiede certamente il rigore e l’approccio scientifico propri di una pubblicazione specialistica ma è stato concepito come un testo essenzialmente divulgativo”. Il libro rappresenta infatti il risultato di una lunga ricerca che l’autore, nato nel quartiere, ha condotto con passione e tenacia. Inoltre egli ha potuto attingere anche alle testimonianze di suo padre, grazie al quale racconta come “in passato, la zona era completamente campagna”. Fino ai primi decenni dell’ottocento infatti, i terreni erano interamente occupati da vigneti, eccetto quelli immediatamente posti lungo il Tevere in quanto sottoposti a frequenti inondazioni. La spina dorsale del quartiere Marconi allora era la via Portuense, antica strada romana necessaria per gli scambi e che, assieme al Tevere, aveva la funzione di delimitare il quartiere.
Nel 1940, in previsione dell’esposizione universale romana che si sarebbe dovuta fare nel 1942, fu costruita Viale Marconi. Mussolini voleva mostrare tutta la sua potenza proprio nel quartiere EUR, esposizione universale romana, da cui la sua denominazione. A questo scopo si rese necessaria la costruzione di ponte Marconi e della via Imperiale, ribattezzata Cristoforo Colombo, al fine di potenziare i collegamenti. Solo con la fine della guerra però, nel 1955 venne inaugurato Ponte Marconi.
“L’apertura del Ponte al traffico”, spiega Di Mario, “dette un impulso determinante all’urbanizzazione della zona”. Si iniziarono a intensificare i complessi di edifici che ebbero uno sviluppo senza sosta e intorno al 1965 si può affermare che l’urbanizzazione della zona è praticamente completa”.
Il volume è stato promosso dal Municipio stesso il quale crede fortemente nella divulgazione storiografica del quartiere. In questo modo il Municipio XV prosegue il suo programma di recupero del territorio. L’obiettivo di fondo infatti è di promuovere tra i residenti la nascita di una “memoria collettiva” costruendo un senso di appartenenza alla comunità .
Questa pubblicazione quindi, non è destinata soltanto a studenti od insegnati, ma anche ai tanti appassionati che desiderano conoscere in maniera più approfondita l’evoluzione di questa area posta lungo il Tevere. Per creare un futuro pieno di sviluppi e cambiamenti preannunciati per il quartiere Marconi, il Presidente del Municipio XV Giovanni Paris, crede fortemente nella consapevolezza e nella conoscenza del passato.
Il quartiere infatti sta oggi vivendo un momento di rinascita dopo un periodo di indifferenza tipica della periferia. Ma la nuova Università Roma 3, la riapertura del lungotevere, la biblioteca Marconi (la più grande tra quelle comunali), insieme ad altri segnali, magari più piccoli ma altrettanto importanti, hanno ridato fiducia e rinascita alla zona e agli abitanti.
“Gli sviluppi futuri saranno quelli di approfondire ulteriormente gli studi” e, aggiunge Andrea Di Mario, “ora vorrei realizzare un libro fotografico”.
Marzia Lazzerini
“In qualsiasi luogo in cui mi trovi, camminando e guardandomi attorno, la prima cosa che mi viene in mente è capire cosa c’era in passato. Perché esiste una strada, perché è stato fatto un ponte. Cosa c’era al posto di quel negozio di abbigliamento o al posto di quella via dove tutti passeggiano freneticamente”. A queste domande Andrea Di Mario trova risposte nel suo libro, avvalorando le sue ricerche con valide documentazioni e preziose mappe, ricostruendo lo sviluppo del quartiere Marconi dall’antichità ad oggi. Egli afferma che “il volume non possiede certamente il rigore e l’approccio scientifico propri di una pubblicazione specialistica ma è stato concepito come un testo essenzialmente divulgativo”. Il libro rappresenta infatti il risultato di una lunga ricerca che l’autore, nato nel quartiere, ha condotto con passione e tenacia. Inoltre egli ha potuto attingere anche alle testimonianze di suo padre, grazie al quale racconta come “in passato, la zona era completamente campagna”. Fino ai primi decenni dell’ottocento infatti, i terreni erano interamente occupati da vigneti, eccetto quelli immediatamente posti lungo il Tevere in quanto sottoposti a frequenti inondazioni. La spina dorsale del quartiere Marconi allora era la via Portuense, antica strada romana necessaria per gli scambi e che, assieme al Tevere, aveva la funzione di delimitare il quartiere.
Nel 1940, in previsione dell’esposizione universale romana che si sarebbe dovuta fare nel 1942, fu costruita Viale Marconi. Mussolini voleva mostrare tutta la sua potenza proprio nel quartiere EUR, esposizione universale romana, da cui la sua denominazione. A questo scopo si rese necessaria la costruzione di ponte Marconi e della via Imperiale, ribattezzata Cristoforo Colombo, al fine di potenziare i collegamenti. Solo con la fine della guerra però, nel 1955 venne inaugurato Ponte Marconi.
“L’apertura del Ponte al traffico”, spiega Di Mario, “dette un impulso determinante all’urbanizzazione della zona”. Si iniziarono a intensificare i complessi di edifici che ebbero uno sviluppo senza sosta e intorno al 1965 si può affermare che l’urbanizzazione della zona è praticamente completa”.
Il volume è stato promosso dal Municipio stesso il quale crede fortemente nella divulgazione storiografica del quartiere. In questo modo il Municipio XV prosegue il suo programma di recupero del territorio. L’obiettivo di fondo infatti è di promuovere tra i residenti la nascita di una “memoria collettiva” costruendo un senso di appartenenza alla comunità .
Questa pubblicazione quindi, non è destinata soltanto a studenti od insegnati, ma anche ai tanti appassionati che desiderano conoscere in maniera più approfondita l’evoluzione di questa area posta lungo il Tevere. Per creare un futuro pieno di sviluppi e cambiamenti preannunciati per il quartiere Marconi, il Presidente del Municipio XV Giovanni Paris, crede fortemente nella consapevolezza e nella conoscenza del passato.
Il quartiere infatti sta oggi vivendo un momento di rinascita dopo un periodo di indifferenza tipica della periferia. Ma la nuova Università Roma 3, la riapertura del lungotevere, la biblioteca Marconi (la più grande tra quelle comunali), insieme ad altri segnali, magari più piccoli ma altrettanto importanti, hanno ridato fiducia e rinascita alla zona e agli abitanti.
“Gli sviluppi futuri saranno quelli di approfondire ulteriormente gli studi” e, aggiunge Andrea Di Mario, “ora vorrei realizzare un libro fotografico”.
Marzia Lazzerini

















