“Mai sentita così bene”, di Rossana CampoFeltrinelli Editore
Anno: 2003
Euro 6.50
Una cena tra amiche, parole in libertà , esperienze e storie a confronto. La trama del romanzo di Rossana Campo, un vero talento della narrativa italiana, è tutta qui.
Se pensate che non sia sufficiente ad arrivare in fondo alle sue 164 pagine di pura e divertentissima umanità lo capisco. Altrimenti inseritelo subito nella lista dei prossimi acquisti perché sarà una piacevolissima sorpresa. E se al termine della lettura avrete la sensazione che dietro la leggerezza e il divertente scorrere dei dialoghi della Campo ci sia qualcosa di più, sappiate che avete fatto centro.
Cercando su Internet una spiegazione a questa percezione di non detto, all’idea che ci fosse un significato più profondo nascosto al di là dell’apparenza di un romanzetto da spiaggia, ho infatti scoperto che la Campo è annoverata fra gli esponenti di rilievo della neoavanguardia italiana. Impegnata in una rivalutazione e valorizzazione del linguaggio quotidiano, la scrittrice suggella in un’atmosfera frivola creata ad arte un netto rifiuto degli schemi narrativi tipici di gran parte della letteratura italiana, improntati all’esaltazione dell’introspezione. Il tutto condito da una importante sperimentazione linguistica.
Nel romanzo non troverete quindi alcuna intromissione del narratore. Spetterà alle protagoniste, tanto bizzarre da risultare irresistibilmente reali, spiegare se stesse, i propri pensieri e modi di essere, affidandosi esclusivamente al dialogo e a quel linguaggio di tutti i giorni, incisivo e colorito, che acquista in quest’ottica un nuovo valore.
Sara Santarelli
Se pensate che non sia sufficiente ad arrivare in fondo alle sue 164 pagine di pura e divertentissima umanità lo capisco. Altrimenti inseritelo subito nella lista dei prossimi acquisti perché sarà una piacevolissima sorpresa. E se al termine della lettura avrete la sensazione che dietro la leggerezza e il divertente scorrere dei dialoghi della Campo ci sia qualcosa di più, sappiate che avete fatto centro.
Cercando su Internet una spiegazione a questa percezione di non detto, all’idea che ci fosse un significato più profondo nascosto al di là dell’apparenza di un romanzetto da spiaggia, ho infatti scoperto che la Campo è annoverata fra gli esponenti di rilievo della neoavanguardia italiana. Impegnata in una rivalutazione e valorizzazione del linguaggio quotidiano, la scrittrice suggella in un’atmosfera frivola creata ad arte un netto rifiuto degli schemi narrativi tipici di gran parte della letteratura italiana, improntati all’esaltazione dell’introspezione. Il tutto condito da una importante sperimentazione linguistica.
Nel romanzo non troverete quindi alcuna intromissione del narratore. Spetterà alle protagoniste, tanto bizzarre da risultare irresistibilmente reali, spiegare se stesse, i propri pensieri e modi di essere, affidandosi esclusivamente al dialogo e a quel linguaggio di tutti i giorni, incisivo e colorito, che acquista in quest’ottica un nuovo valore.
Sara Santarelli

















