
Inizialmente fu chiamata Appia poiché era la porta daccesso alla via omonima. Più tardi ebbe altri nomi come Accia, in quanto vicina al piccolo corso dacqua oggi noto come Almone ma un tempo chiamato Accio, e Porta Domine quo vadis? per la famosa chiesetta che si affaccia sullAppia a ricordo dellincontro di Pietro con Cristo. Il nome attuale è dovuto al fatto che la strada consolare di cui sopra, che esce appunto dalla porta in questione, conduce alla basilica di S. Sebastiano dove fu sepolto il corpo del santo ad opera della matrona Lucina. La porta fu eretta sotto Aureliano a due fornici e fu ricostruita da Onorio ad un solo fornice, mentre la struttura che presenta ancora oggi, frutto dellopera di imperatori, papi, generali e architetti militari, è un esempio raro di perfetta fusione fra esigenze di funzionalità strategica e qualità di valore estetico. Larco dentrata è sormontato da due gallerie coperte e da un cammino di ronda scoperto e merlato ed è fiancheggiato da due torri. Queste ultime, quadrangolari nel basamento e semicilindriche nella parte alta, sono merlate e presentano finestre centinate. Tra gli eventi storici di cui la porta fu testimone, sono da ricordare la sconfitta di Roberto dAngiò nel 1327, commemorata da uniscrizione posta, sul piedritto sinistro, al di sotto dellimmagine dellarcangelo Gabriele, e lentrata in Roma di Carlo V, nel 1536, allindomani del Sacco della città perpetrato dai lanzichenecchi nel
Porta S. Sebastiano oggi è anche sede del Museo delle Mura Romane. Esso, allestito nei locali della prima e della seconda galleria e nei due torrioni, racconta la storia della difesa di Roma dalla costruzione del recinto serviano fino ai forti eretti dopo lUnità dItalia, illustra le vicende della via Appia e del parco dellAppia Antica ed espone i plastici dei settori più interessanti delle mura e del bastione del Sangallo. Dal museo è possibile accedere alla passeggiata sulle mura che, completamente immersa nel verde, permette di percorrere il cammino di ronda fino ai fornici della nuova porta Ardeatina e di avere unidea di quale potesse essere il paesaggio urbano prima dellespansione edilizia post-unitaria. Molto interessanti, per la conservazione delle strutture originarie, i camminamenti fino alla quinta torre, mentre allaltezza della terza, sotto un arco della galleria, è dipinta una Madonna con Bambino depoca tardo-bizantina. Nellundicesima torre, infine, attraverso unantica scala, si può risalire fino alla terrazza.
Cecilia Cecconi

















