Friday, May 18th

Last update:04:38:37 PM GMT

You are here:

BETANCOURT NELLA CAPITALE OSPITE DI ZINGARETTI

E-mail Stampa PDF
ImageTour di tre giorni a Roma organizzato dalla Provincia. Ingrid: "Essere qui è un sogno"
"Continuiamo e continueremo a sostenere lÂ’assegnazione del premio Nobel per la pace a  Ingrid Betancourt: è il modo migliore per rispondere alle richieste di milioni di cittadini che nella sua liberazione hanno visto il riconoscimento di una battaglia vinta in nome della democrazia e della libertà".

Con questa parola, e una forte emozione che si leggeva negli occhi, lunedì 1 settembre, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha accolto a Palazzo Valentini, Ingrid Betancourt, rapita e tenuta prigioniera per 7 anni dalle Farc.

La Betancourt è rimasta nella Capitale tre giorni ospite dell'Amministrazione provinciale di Roma. Il tour, durante il quale ha incontrato autorità religiose, istituzionali e politiche del nostro Paese, è stato promosso e organizzato in collaborazione con il presidente Zingaretti, che a luglio, poche settimane dopo la sua liberazione, aveva ricevuto i suoi familiari proprio a Palazzo Valentini.

"La liberazione di Ingrid – ha sottolineato il presidente della Provincia – è stata anche la dimostrazione del fatto che è importante non ammainare mai la bandiera della speranza: molti pensano che non sia  utile mobilitarsi per persone che subiscono soprusi a migliaia di chilometri di distanza da noi, ma la vicenda di Ingrid dimostra che questa convinzione è sbagliata, perchè nella sua liberazione ha giocato un ruolo fondamentale anche la pressione internazionale".

ImageIl presidente della Provincia di Roma, prima di passare la parola alla Betancourt, le ha consegnato il premio Provincia Capitale, una scultura dell'artista Ferdinando Codognotto, che riproduce un melograno, "simbolo di vita e fertilità: non è il Nobel- ha scherzato Zingaretti- ma glielo diamo con lo stesso amore e lo stesso affetto".

''Sono tre le cose che ho chiesto a Gesù nel cuore della selva – ha esordito Ingrid Betancourt, visibilmente commossa mentre ricordava uno dei momenti più difficili della sua lunga prigionia -: toccare il cuore duro della guerriglia, la libertà per tutti quelli che erano prigionieri insieme con me e aiutarmi a portare la mia croce perché non ce la facevo più". In particolare la Betancourt ha rivelato che "il 1 giugno, la Radio cattolica mondiale trasmetteva un programma nel quale un uomo raccontava la storia di una santa, di cui non ricordo il nome, alla quale Gesù disse: tutti coloro che si consegnano al mio sacro cuore io esaudirò i loro desideri". “Pregando, in preda alla disperazione, dicevo: Gesù io non ti ho chiesto nulla in questi anni e non ti chiedo il miracolo della mia  liberazione. Ti chiedo solo il miracolo di sapere quando questa avverrà, perché se io so quando sarò liberata avrò la forza di resistere. Se tu mi fai questo miracolo, io sarò  tua''. Quindi è successo che ''il 27 giugno il comandante della guerriglia mi ha detto che c'era una commissione internazionale che voleva visitare i prigionieri e che forse alcuni degli ostaggi sarebbero stati liberati. Sappiamo tutti poi come è andata effettivamente l'operazione''.
La visita nella Capitale ha  permesso alla Betancourt di realizzare il suo primo desiderio espresso a Bogotà subito dopo la liberazione, avvenuta il 2 luglio scorso, di incontrare il Santo Padre, Benedetto XVI. Accompagnata dai familiari, è stata ricevuta in udienza dal Papa a Castel Gandolfo nella tarda mattinata di lunedì. ''Questa mattina ho realizzato un sogno”, ha esclamato durante la conferenza stampa a Palazzo Valentini.

La ex ostaggio delle Farc ha descritto il Papa come un ''essere di luce'' e ha raccontato della speranza che gli diede la sua voce alla radio, ascoltata al termine di una durissima marcia nella foresta. ''Non potete immaginare – ha detto - cosa significhi sapere di non essere stati dimenticati''. “Il Pontefice –ha aggiunto- prega per tutti gli ostaggi del mondo e soffre in prima persona per loro”.

Il tour della franco colombiana, giunta a Roma il 31 quando ha incontrato il leader del Pd, Walter Veltroni,  è proseguito il 2 settembre, con la visita al Quirinale dove è stata ricevuta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La Betancourt ha ringraziato il Presidente della Repubblica per la solidarietà e il sostegno ricevuto nei giorni della lunga prigionia e per l'impegno per la sua liberazione. Subito dopo è andata in Campidoglio dal sindaco Alemanno. La Capitale è stata tra le prime città italiane a concederle nel 2003 la cittadinanza onoraria.

Il viaggio in Italia della Betancourt si è concluso con un incontro con Rita Levi Montalcini  presso l'abitazione privata romana della senatrice a vita. Un momento di commozione tra due donne con esperienze diverse, ma dalla grande passione politica e civile. Nel corso dell'incontro la Betancourt e Rita Levi Montalcini hanno ricordato che avrebbero dovuto vedersi proprio pochi giorni prima del rapimento da parte delle Farc.  Al centro della conversazione, l'impegno, le attività svolte, i  progetti futuri del premio Nobel italiano in favore dell'Africa e il suo prossimo viaggio in Israele. Ingrid Betancourt, ha invece raccontato le condizioni di vita in una foresta e il grande sostegno ricevuto dalla fede negli anni di prigionia. Prima di congedarsi dallÂ’ospite franco - colombiana,  Rita Levi Montacini le ha voluto donare una delle sue pubblicazioni più note: 'L'elogio dell'imperfezione'.
 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato con le nostre notizie