
La Cina è un regime autoritario che dagli anni 80 ha introdotto drastiche riforme economiche. Queste sembrano funzionare bene se teniamo presente che da allora leconomia cinese è letteralmente esplosa. Da quasi 17 anni, a partire dal massacro di Piazza Tienanmen, il Governo Cinese teme linstabilità e perciò da allora tenta di avere il più possibile controllo sulla vita dei propri cittadini.
Dal giorno lutilizzo di internet nella popolazione crebbe in tal misura da divenire un fenomeno sociale di estrema rilevanza, i cinesi che utilizzavano internet nel 2000 erano circa 17 milioni mentre oggi sono oltre 120, il Governo iniziò a vedere la rete come un problema politico. Già negli anni 90 linteresse per la rete era talmente alto che si prese in considerazione di costruire in Cina un sistema interno di intranet, separato dallInternet globale da un Grande Firewall. Fortunatamente ciò non accadde. Le paure del Governo Cinese verso internet provengono dal fatto che il partito comunista è spaventato dal potere dei media e della loro possibilità di influenzare sulla gente. Famose sono le parole di Mao Per avere il potere due cose sono necessarie: la pistola e la penna. Il Partito Comunista Cinese ancora ha la pistola, ma internet sta togliendo la penna dalle loro mani. Quanto tempo sarà necessario?
Dal 2002 i prodivers prima di poter operare in Cina hanno dovuto firmare accordi per monitorare e censurare il traffico nei propri networks. Il Governo Cinese ha definito una lista di parole proibite, come democrazia, diritti umani, manifestazione, piazza Tienanmen e molte altre. Quando vengono inserite queste parole proibite in un motore di ricerca cinese, verrano risultati come not found e il motore verrà spento così per 30 minuti sarà impossibile effettuare una nuova ricerca.
Da un punto di vista occidentale, con la nostra cultura liberale e i tentativi di costruire una società aperta, questa filtro nei contenuti di internet sembra intollerabile ma è anche vero che un gran numero di società occidentali è intervenuta con le proprie tecnologie in aiuto al Governo Cinese. Tempo fa un uomo del Parlamento degli Usa ha condannato alcune delle maggiori compagnie dellinternet technology (Microsoft, Cisco System, Google e Yahoo) per aver aiutato la censura di internet in Cina. Quel giorno lattenzione della stampa occidentale pose una grandissima attenzione alla decisione di Google di censurare i termini sgraditi e molti gruppi ed ONG invitarono a boicottare la società. La nostra opinione è che sbagliarono in queste conclusioni.
In vista di una corsa verso le nuove frontiere delleconomia cinese, le compagnie furono
obbligate nel firmare un accordo di autocensura al quale Google ha resistito fino a poco fa. Questo significava che prima dellaccordo il motore di ricerca di Google era filtrato direttamente dal governo e perciò se venivano inserite parole proibite il risultato era un semplice not found. Adesso che Google ha accettato di censurare se stesso, allimmissione di parole proibite il risultato è una pagina che informa il navigante che la ricerca da lui eseguita è proibita dalla legge. Dopotutto non è meglio essere informati che la legge del proprio paese nega la possibilità di cercare alcune informazioni, piuttosto che un semplice not found? Questa autocensura effettuata da Google è completamente contraria alla missione della società di fare uninformazione universalmente accessibile, ma effettivamente un privato non può perseguire tale scopo senza sottostare alle leggi di ogni paese. La società occidentale può solamente tentare di convincere i governi autoritari che un libero scambio di informazioni può portare più benefici che paure. Il Problema è: come?
Comunque noi pensiamo che gran parte delle grandi compagnie occidentali abbia rinnegato i propri valori per avere una fetta di mercato cinese. Ad esempio Yahoo è stato accusato di aver consegnato informazioni personali al Governo Cinese ed aver aiutato loro ad identificare ed arrestare due bloggers. Uno di loro si trova da otto anni in carcere per aver criticato la corruzione della politica cinese. Per laltro sono stati chiesti 10 anni di carcere per aver criticato labuso dei diritti umani. Yahoo continua rispondendo di aver solamente fatto ciò che legalmente prevede il loro accordo. Sicuramente nulla ha fatto per difendere la libertà di parola.
Karim Baroni Naimi

















